domenica 15 aprile 2012

Educatio non strepitat


Già nauseata dall'uso comune del turpiloquio, delle ingiurie, degli insulti, anche da parte di insospettabili personaggi pubblici, le cui squisite doti intellettuali e i titoli accademici ormai ci paiono dei vuoti a perdere, l"invito alla bestemmia" visto ieri su facebook è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso.

Con la mia nota pubblicata ieri su fb, volevo ricordare che ci sono ancora TANTE, ma TANTE persone che sono "fuorimoda", ANCHE per ...professione! e che di certo non si arrenderanno alla violenza verbale, primo segno dell'imbarbarimento e che silenziosamente, imperterriti continueranno a remare contro.


Da più di trent'anni nella Scuola ticinese esistono le biblioteche scolastiche.
In queste biblioteche sono passati e passano migliaia di allievi di ogni genere, origine, etnia, lingua e credo religioso come d'altronde anche nelle altre cinquanta biblioteche scolastiche e professionali. 

In questi luoghi di Cultura non è permessa la bestemmia.
Altri turpiloqui adolescenziali vengono gentilmente repressi, con tutta la comprensione per quel processo evolutivo che si dice destinato a concludersi con l'affermazione della propria identità adulta.

I bibliotecari scolastici, nel ruolo istituzionale che rivestono, sanno che fa parte delle virtù professionali,  la cortese accoglienza degli utenti, ma che fa anche parte l’esigere il comportamento educato dei giovani utenti.  
In biblioteca, ancora oggi, si pretende come ieri, quella che un tempo si chiamava "buona educazione" i cui termini sono presenti nei regolamenti inseriti nei siti delle biblioteche di sede.

Nell'offerta formativa delle biblioteche scolastiche vi sono letture classiche e moderne scelte con coerenza: piace che i ragazzi incontrino gli autori e i personaggi migliori della Storia, coloro che possano essere ancora oggi d'esempio per riflettere sul presente e capire quanto sia importante il senso critico. Questo perché ai tempi di Google è importante saper distinguere e differenziare e nell’era dei social network virtuali è sempre ancora importante essere aperti ad un incontro vero con i più disparati gruppi sociali reali.

In biblioteca s’impara che parole come Istruzione, Educazione, Apprendimento, Diversità, Esperienza, Amore, Amicizia, Fiducia e altro  ancora, non sono parole vuote di significato ma fanno parte di un lessico fondamentale per la propria Vita.
Se è vero che, come diceva Elias Canetti, "[…] i libri sono uomini […]", le nostre ricche biblioteche scolastiche ticinesi sono popolate di tutte le Donne e di tutti gli Uomini che in diversi modi ed in diversi tempi hanno contribuito a migliorare la qualità del nostro mondo.
Leggendo le loro parole, seguendo i loro pensieri, conoscendo le loro azioni, i ragazzi vengono toccati in profondità in quella sensibilità che li caratterizza ed intuiscono che ci sono universi di sentimenti, di emozioni, di percorsi e di scelte tra cui anche loro si dovranno un giorno orientare.

Coloro che credono di cambiare qualcosa o qualcuno urlando ed inveendo, sappiano che c’è gente che si comporta totalmente in controtendenza.
Io sono orgogliosa di farne parte, convinta che, come sempre, chi ragiona alla fine avrà ragione.

Come dato ufficiale, posso segnalare che dal 2004 al 2011, le biblioteche di Scuola media e Scuola media superiore hanno effettuato quasi un milione di prestiti, e questo, senza bestemmie e turpiloqui.

Il consiglio di lettura per oggi è :

G. AXIA
Elogio della cortesia
L'attenzione per gli altri come forma di intelligenza
Collana "Intersezioni" pp. 144, 1999 (nuova ed. 2005, con altra copertina)
ISBN 978-88-15-10540-0


In diversi ambiti del mondo contemporaneo - la scuola, il lavoro, la politica, lo sport, lo spettacolo - il desiderio di autoaffermazione e la spinta a primeggiare si esprimono troppo spesso secondo moduli improntati a malgarbo e arroganza che, come dimostra il successo di numerosi personaggi televisivi, sembrano essere ingredienti indispensabili nella strategia per meglio imporsi. A tale malinconica degradazione dei rapporti umani e sociali si oppone con forza questo piccolo libro, che rivendica alla cortesia e alla gentilezza il loro pieno spessore culturale. Manifestazione di rispetto, attenzione e sollecitudine per i propri simili, la cortesia è infatti un potente strumento di composizione dei conflitti e di promozione della convivenza, una dimostrazione di intelligenza nel difficile tentativo di comprendere e valorizzare le ragioni altrui. Mettere se stessi e gli altri al riparo dalla prevaricazione significa creare le condizioni affinché si sviluppino appieno le potenzialità comunicative e creative di ciascuno.

Giovanna Axia è professore ordinario di Psicologia dello sviluppo nella Facoltà di Psicologia dell'Università di Padova. Con il Mulino ha pubblicato anche "La timidezza" (1999).

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